Top of Suedtirol Wein 2017

L’occasione è importante per scoprire i vini di questo territorio. Non vini qualunque, ma i più premiati dalle principali guide italiane, i più prestigiosi. Quantomeno nei punteggi.

Intanto l’organizzazione. Arrivo in treno a Bressanone all’ora di pranzo di un venerdì. Fa freddo, siamo oramai in pieno inverno. Qualche centinaia di metri a piedi ed entro nell’elegante ed efficiente Forum che ospita l’evento. Libretto con i vini in degustazione, penna e braccialetto a destra in cassa, ricco buffet neanche preannunciato a sinistra. Nel salone siamo ancora in pochissimi, lo spazio è grande e lungo il perimetro in forma quadrata corrono i banchi di assaggio con tutte le loro belle bottiglie in mostra.

Anche questa volta, come sempre accade in Alto Adige, l’ordine di esposizione è in base al vitigno, pecca germanica, che si può perdonare se consideriamo che il territorio vitivinicolo rappresentato è tutto sommato piccolo. La Valle di Isarco comunque non è la Bassa Atesina, né tanto meno la zona di Terlano.

Spumante / Sekt

Si inizia con gli spumanti e qui la scelta è molto limitata come tradizione ma ben rappresentata. Il Metodo Classico Extra Brut Brut di Arunda si conferma il migliore della regione con un dosaggio equilibrato e fine. La nota entusiasmante è comunque rappresentata dal Brut Riserva di Lorenz Martini che sfoggia una mineralità sorprendente.

Pinot Bianco / Weissburgunder

I Pinot bianchi sono numerosi, le chiacchiere al banco sono limitate, l’italiano non è proprio la prima lingua. La linea Sanct Valentin della Cantina Produttori San Michele Appiano sarà una costante in questa giornata e già sul primo prodotto (2015) si esalta per sapidità e intensità. La Cantina Terlano è presente con con il suo Vorberg 2014, una riserva estremamente equilibrata esaltata da un passaggio in legno delicato. Ottimo Brillante e persistente il Sirmian 2016 di Nals Magreid.

Chardonnay

Arriviamo al tavolo 3, occupato dagli chardonnay, il numero di ospiti sale, ma ampiamente al di sotto della disponibilità della sala. Il primo in assaggio è il Terlano Sophie 2015 di Manincor che si rivela fresco ed equilibrato. Ma è il Lafòa 2015 della Cantina di Colterenzio che mi conquista, è stupendo nella sua rotondità con note burrose e delicate, anticipate da un profumo fine e intenso. Mi porto a casa un ulteriore scoperta, la Riserva Vigna Au 2014 di Tiefenbrunner, un connubio di mineralità e giusta acidità.

Pinot Grigio, Terlano, Bianco / Terlaner, Weiss

Sui Pinot Grigi mi soffermo troppo e con troppa clemenza. A dire il vero controvoglia qualcuno mi piace proprio. Meglio comunque la territorialità dei Terlani. Il Sanct Valentin 2015 delle Cantine Produttori San Michele Appiano è fresco e sapido con leggere note di burro, al di sotto delle aspettative il Terlano 2016 della Cantina Terlano, troppo floreale, mentre è magnifico il loro Terlano Riserva Nova Domus 2014, minerale sapido, equilibrato e persistente. Come pure il loro Appius 2012 rotondo e morbido al burro pur mantenendo la propria freschezza. Ottimo infine il Beyond the Clouds 2015 di Elena Walch. È profumato e intenso con note minerali persistenti.

Sylvaner, Veltliner e Muller-Thurgau

Il tavolo 5 è un mix di vitigni germanici, Sylvaner, Veltliner e Muller-Thurgau valorizzati soprattutto nella Valle d’Isarco. Il Muller Feldmarschall von Fenner 2015 di Tiefenbrunner è ovviamente il protagonista assoluto, non solo del tavolo ma dell’intera manifestazione. Almeno stando alle medagliette con cui si presenta.

Riesling

Il Riesling per importanza, anche regionale, merita un tavolo a parte. È singolare notare che qui i produttori presenti, e quindi premiati, non sono i soliti noti. Azienda Agricola Unterortl Famiglia Arich e Cantina Falkenstein ben rappresentano la Val Venosta, mentre Tenuta Kofererhof e Cantina Kuenhof sono i miei preferiti per la Valle Isarco. Due valli all’opposto e a modo loro rappresentative della viticoltura e della vinificazione del Riesling in regione.

Sauvignon

Abbondanti i Sauvignon, abbondanti da meritare prima una pausa al buffet. Come sempre accade in Alto Adige le cose vengono fatte per bene e il bancone è ben servito di taglieri di speck locale e formaggi del territorio oltre di un ricco cesto di pane tipico. Insomma se devi promuovere il territorio fallo in tutte le sue sfaccettature e soprattutto fallo alla grande. Cambio di bicchiere e sotto con l’ennesimo Sanct Valentin (un 2016). Lo trovo raffinato e fresco abbastanza secco e proprio persistente. Il Terlano Quarz 2015 della Cantina Terlano è probabilmente il vino che ho più apprezzato in questa giornata. Minerale e intenso come pochi altri. Piacevole e convincente il Terlano Lieben Aich 2015 di Manincor, mentre il Lafòa 2015 di Cantina Colterenzio si distingue per una nota aromatica più evidente che nei precedenti. Nota negativa  il Voglar 2015 di Dipoli Peter non è in degustazione.

Gewuerztraminer, Moscato Giallo / Goldmuskateller

Al tavolo dedicato ai Gewuerztraminer e ai Moscati gialli mi dedico soprattutto ai primi, essendo peculiarità del territorio. Tre i protagonisti su tutti, Vigna Kastelaz 2016 di Elena Walch, il cui vigneto splende ripido sul borgo di Termeno, Nussbaumer 2015 di Cantina Tramin e Lunare 2015 di Cantina Terlano. Questi ultimi due massima espressione di come lavorano le cantine cooperative in Alto Adige.

Lago di Caldaro, Schiava, S.Maddalena / Kalteresee, Vernatsch, St. Magdalener

Il tavolo 9 viene dedicato alla Schiava e alle sue interpretazioni. Non sempre apprezzato, è il vitigno maggiormente coltivato in regione, con il suo 14,8% sul totale della superficie vitata. Il Lago di Caldaro classico superiore Pfarrhof 2016 di Cantina Kaltern è a mio avviso la migliore espressione di questa uva seguita da un sempre convincente Gshleier Alte Reben 2015 di Girlan.

Pinot Nero / Blaubunrgunder

Il salone inizia a riempirsi e un vocio euforico asseconda le degustazioni. Gli ospiti, compreso me, iniziano a servirsi da soli. E’ necessaria una seconda pausa al Buffet prima di dedicarsi anima e corpo al tavolo dei Pinot nero che qui chiamano categoricamente Blauburgunder. Partiamo male, Franz Haas e Tenuta Gottardi Alexander mancano all’appello, la cameriera parla solo tedesco e pur con cortesia non riesce a farmi capire il motivo dell’assenza. Mi dedico allora con attenzione ai 5 presenti. Quattro in particolare mi conquistano. Il Ludwig 2014 di Elena Walch è una vecchia conoscenza, buono, con un bel frutto rosso e la giusta presenza tannica. Fine ed elegante la Riserva Trattmann Mazzon 2014 di Girlan con note di frutto rosso cuoio e tabacco, bella la presenza tannica e significativa la freschezza. La Riserva Burgum Novum 2014 di Castelfeder è a tutto frutto, distinguendosi nettamente dagli altri. Viaggia e sorprende. Infine il Sanct Valentin 2014 di Cantina Produttori San Michele Appiano. Bello ed equilibrato, ne berresti una bottiglia intera. Nota di legno ma delicata.

Lagrein

Merlot, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Rosso / Rot

I tavoli dedicati al Lagrein e poi ai Merlot, Cabernet li faccio in sordina. La stanchezza inizia a sentirsi e tannini strutturati di questi vini si sentono. Mi convince molto il Lagrain Abtei Muri 2014 di Cantina Convento come il Lagrein Mirell 2014 di Tenuta Waldgries. Sui bordolesi invece mi conquista il Vigneti delle dolomiti Rosso Col de Réy 2012 di Cantina Laimburg, fantastico nel suo equilibrio tra freschezza e morbidezza.

Vino bianco vendemmia tardiva, Sauvignon Passito, Gewuerztraminer vendemmia tardiva, Moscato giallo Passito, Moscato rosa, Moscato rosa vendemmia tardiva

Infine arrivo all’ultimo tavolo, i passiti, le vendemmie tardive. Qui trovano spazio soprattutto pregiate uve bianche aromatiche come il Gewuerztraminer, il Moscato giallo e il Moscato rosa.

Parto dal primo, un suadente Le petit 2015 di Manincor per passare ad un Sauvignon Passito Saphir 2015 di Cantina Laimburg. Sul terzo il cameriere mi chiede a che punto siamo della degustazione lasciandomi intendere, o così almeno capisco io, che avrei dovuto assaggiarli tutti. Nel suo discreto italiano me li racconta uno a uno, ma su tutti primeggia un elegante, persistente ed intenso Gewurztraminer vendemmia tardiva Terminium 2014 di Cantina Tramin.

 

Concludo così la mia intensa e faticosa giornata. La passeggiata all’aria pungente e fresca fino alla stazione di Bressanone è quanto mai benefica. Esco dal Forum dell’evento galvanizzato, sedotto da un territorio che si consolida sempre più ai vertici qualitativi della viticultura italiana. Area vitata molto piccola (5.400 ettari) considerando che le montagne si innalzano molto presto, rese per ettaro quasi imbarazzanti, spesso si aggirano tra i 35 e 50 hl/ha. E un’incredibile capacità di fare rete e lavoro sinergico, dalla produzione alla promozione, come in questo evento. Cooperative che fanno incetta di premi e piccoli produttori che si distinguono per territorialità e unicità.

Il Top of Suedtirol Wein/Vini Alto Adige 2017 si è svolto al Forum di Bressanone l’1 dicembre 2017