L’Amarone. Alcune nozioni base

Cosa è l’Amarone. Come dove e quando viene fatto. Breve storia di un successo mondiale

L’Amarone è il vino italiano superstar del momento. La sviluppo e la diffusione nel mondo negli ultimi anni sono stati esponenziali e come è emerso anche dall’ultima edizione di Anteprima Amarone 2018 i margini di crescita sono ancora enormi.

E’ un vino che piace in Italia, ma ancora di più all’estero. Asia e USA su tutti. Oggi festeggiamo i 50 anni della nascita della denominazione, sembra tanto ma per un vino si tratta di una storia abbastanza giovane.

Ma allora quale è la storia dell’Amarone?

Come nasce il mito

L’Amarone è fortemente legato al suo territorio, la Valpolicella in Provincia di Verona, alle uve autoctone qui coltivate e alla tecnica dell’appassimento dei grappoli di uva.

L’appassimento è una modalità di maturazione delle uve diffusa in svariate località nazionali e non. E’ utilizzata soprattutto per la produzione di vini liquorosi, vini dolci con una concentrazione zuccherina significativa. Ed infatti anche in Valpolicella l’appassimento è stato sempre fatto con questo scopo. Sempre, fino all’intuizione volontaria o fortuita che da uve così appassite si potesse ricavare un vino secco facendole fermentare completamente. In altre parole fermentando tutto il residuo zuccherino. Siamo nel 1953 e 15 anni dopo nascerà la DOC (dal 2010 diventerà DOCG).

Tecnica di produzione

Le uve sono autoctone della Valpolicella:

Corvina Veronese (minimo il 45% massimo il 95%) in sostituzione può esserci per un massimo del 50% il Corvinone

Rondinella (minimo il 5% massimo il 30%)

Altre varietà locali per un massimo del 15%, tra cui Molinara, molto diffusa, Oseleta, Pelara, Dindarella ecc.