Il nostro primo Merano Wine Festival

Per la prima volta quest’anno siamo stati al Merano Wine Festival.

E’ stata un’esperienza entusiasmante ma anche complessa. L’evento ha raggiunto da tempo una importante popolarità, tanti sono gli espositori e tanti sono anche i visitatori, professionisti e non.

Per la 27esima edizione il presidente e fondatore Helmuth Köcher, The Winehunter, è riuscito a mettere insieme 950 case vitivinicole e 120 artigiani del gusto per 5 giorni di degustazione. Nei bellissimi palazzi di Merano e negli stand allestiti apposta lungo il fiume, il festival è iniziato con una due giorni dedicata ai vini naturali a cui si sono aggiunte dal secondo giorno le sessioni che riguardano i vini Biodinamici e i vitigni resistenti (PIWI). Dal terzo giorno sono stati presenti i banchi d’assaggio ufficiali con i vini selezionati e premiati da Helmuth Köcher. Infine è stato programmato un sesto giorno dedicato esclusivamente agli champagne, un vero e proprio Catawalk di 40 aziende francesi.

Già così la struttura del festival si è dimostrata varia e complessa, ma lo è stata ancora di più se si considerano le selezioni speciali e gli eventi collaterali.

Alla selezione ufficiale Wine Italia che rappresentava 370 cantine si sono affiancate le selezioni Rosé – Vino in Futuro, Vino in Vulcano, Extremis, ovvero vini da una viticultura eroica, New Entries, The WineHunter Area, Wine International e Grands Crus Bordeaux.

Parallelamente si sono tenuti nella Gourmet Arena Culinaria, Beerpassion, Aquavitae, il Consortium & Terrorium Campania e Abruzzo, l’area Spirtis Experience dedicata ai distillati, liquori e amari, gli eventi in piazza di The Circle, le degustazioni di Tannico sul loro Double Decker le Charity Wine Masterclasses.

Partecipare a questo festival è stato quindi un’esperienza varia e poliedrica che ha richiesto una pianificazione a monte con scelte accurate e purtroppo qualche rinuncia.

Per programmare la nostra visita abbiamo atteso fino all’ultimo la pubblicazione del catalogo ufficiale dove oltre ad elencare le cantine presenti, specificava i vini selezionati e le proposte di degustazione, oltre che i relativi premi vinti al MWF2018.

Siamo arrivati alla conclusione che per affrontare questo festival bisogna fare delle scelte, prediligendo una strategia rispetto ad un’altra. Quelle che avevamo valutato sono:

  1. Focalizzarsi solo su alcune regioni o terroir
  2. Focalizzarsi su alcune uve e approfondire come si valorizzano su territori differenti
  3. BEST OF. Individuare le cantine e i vini più pregiati, ce ne sono tanti e puntare solo su quelli
  4. Individuare le cantine più piccole e meno conosciute e scoprirle insieme ai produttori che spesso servono direttamente i propri vini.
  5. Molte cantine hanno proposto delle fantastiche selezioni di annate differenti del proprio vino di riferimento. Anche 5/6 annate da assaggiare a ritroso.

Come prima volta abbiamo optato per scoprire le potenzialità del Festival attraverso una selezione di Best of di differenti territori soffermandoci anche su alcune verticali.

Dopo una prima selezione di cantine e relativi vini la lista ci è risultata troppo lunga e poco fattibile e l’abbiamo dovuta a malincuore dimezzare. Abbiamo iniziato dalle case spumantistiche, in modo da poterle confrontare con gli champagne del giorno dopo: Bellavista, Ca del Bosco e Ferrari.

Poi ci siamo addentrati su alcuni bianchi significativi di territori molto diversi tra loro tra cui il Furore bianco Costa d’Amalfi 2016 di Marisa Cuomo, lo Sauvignon Riserva Russiz 2013 e il Col Disore Russiz Superiore 2015 di Marco Felluga.

Ampio spazio lo abbiamo dato ad uno dei vitigni che preferiamo, il pinot Nero. Qui è stato possibile fare una fantastica verticale sul Trattman di Girlan e sul Borgum Novum Riserva di Castelfeder.

Altra eccezionale verticale, forse la migliore della giornata, che descrive pienamente le potenzialità del Merano Wine Festival ce la siamo concessa con il San Leonardo dell’omonima tenuta. Cinque annate, dalla più giovane 2014 fino al 2001, annata che a discapito della sua età mostra ancora una giovinezza invidiabile.

Poi è stata la volta del Sagrantino di Montefalco, che per la sua tannicità sono state le uniche degustazioni che si sono svolte dalle più datate alle più giovani.

Sulla Toscana ci siamo soffermati a lungo esplorando tutti i suoi territori. Le Pergole Torte 2015 di Montevertine, Siepi Toscana 2016 di Castello di Fonteruoli, quattro annate di Poggio alle Mura Brunello di Banfi, Luce Brunello 2013 di Luce della Vite, Palazzi Toscana Rosso 2016 di Tenute di Trinoro, Paleo Rosso Toscana 2015 e Messorio sempre 2015 di Le Macchiole, Ornellaia Bolgheri Rosso Superiore 2015 di Ornellaia e molti altri.

Anche le Langhe hanno richiesto particolare attenzione per poi finire su vini più strutturati come una piccola verticale di Mille e una notte e Ben Ryè Pantelleria di Donnafugata, Harlequin 2009 di Zymé e il nuovissimo in anteprima De Buris Amarone Riserva 2008 di Tommasi. Abbiamo chiuso con La firma Aglianico del Vulture 2013 delle Cantine del Notaio e il Turriga 2014 di Argiolas.

 

La giornata è stata impegnativa, sostenuta da alcune pause alla GourmetArena dove principalmente i prodotti caseari campani e i salumi friulani e veneti ci hanno colpito. E’ stato anche possibile fare una degustazione completa di aceti balsamici invecchiati.

Abbiamo volutamente trascurato alcune aree per evitare che il programma di degustazione già molto ampio si complicasse, ma abbiamo notato che sia i banchi d’assaggio delle Birre e sia degli Spirits erano notevoli e meritevoli.

Concludendo il Merano Wine Festival è un’esperienza da fare assolutamente. Selezionare a priori le degustazioni è fondamentale, l’anno prossimo ci riserveremo soltanto la possibilità di spalmare le scelte su un numero maggiore di giorni.